lunedì 16 giugno 2014

Dal 1942 al 1946

1942-1943
In un'estate in cui i trasferimenti furono molto limitati, continuò il progressivo rafforzamento del Torino voluto dal presidente Novo: a completare la rosa furono chiamati gli interni del Venezia Loik e Mazzola. I lagunari puntarono dunque sulle contropartite Petron e Mezzadra; si mossero anche la Juventus, che ingaggiò il portiere Sentimenti IV e piazzò il colpo Meazza, e l'Ambrosiana. I nerazzurri licenziarono l'allenatore Fiorentini (che si accasò al Livorno) e lo sostituirono con Giovanni Ferrari cui affidarono, per tentare una risalita, gli atalantini Gaddoni e Fabbri. La Roma campione uscente si limitò a confermare la rosa dell'anno precedente. A vivacizzare sin dalle prime battute il torneo, che iniziò il 4 ottobre 1942, fu il Livorno. La squadra amaranto, salvatasi in extremis l'anno precedente, aveva costruito la sua ossatura in estate, con elementi provenienti soprattutto dalla Serie B, e si era affidata a Ivo Fiorentini, fautore del Metodo e già valorizzatore di talenti all'Atalanta. Partiti spediti, i toscani si scrollarono presto di dosso una Roma destinata ad un rapido declino, ed allungarono: il 22 novembre, espugnata l'Arena Civica, vantavano cinque punti sul Torino secondo, inaspettatamente partito con due sconfitte. Nel mese di dicembre il Torino approfittò di alcuni passi falsi del Livorno e lo affiancò in vetta, ma l'incostanza nei risultati spinse Novo ad esonerare l'allenatore Kuttik, poco adatto ad inquadrare la squadra secondo le nuove logiche del Sistema, e a chiamare il più eclettico Janni. Il 10 gennaio, al termine del girone d'andata, le due squadre erano appaiate. Aveva preso il via un duello destinato a durare fino al termine; solo la Juventus e, soprattutto, l'Ambrosiana (in vetta il 7 febbraio) tentarono d'inserirsi. Sul fondo si erano già staccate, intanto, il debuttante Vicenza e il Venezia, orfano dei suoi leader; annaspava anche la Roma scudettata. Nel mese di febbraio il Livorno mantenne saldamente la vetta, arrivando a +4 su Torino ed Ambrosiana a sette giornate dal termine. Con lo stop del 21 marzo in casa della Juventus contro cui avevano perso anche nel girone di andata e sempre con lo stesso risultato finale : 3-0, gli amaranto furono avvicinati dal Torino e la lotta, con l'Ambrosiana ormai in disarmo, fu serrata. Fu un moto d'orgoglio della Roma, il 7 aprile, a costare il primato ai labronici; il Torino si presentò a Bari il 25 aprile con un punto di vantaggio sugli amaranto e con un ruolino di sei vittorie consecutive alle spalle. Strappata la vittoria sui pugliesi a pochi minuti dalla fine, il Torino infranse le speranze del Livorno ed intascò il secondo scudetto della sua storia, quindici anni dopo il primo. Nel finale di campionato, le squadre ormai fuori dal discorso scudetto declinarono bruscamente andando incontro a pesanti sconfitte, che costarono ai giocatori multe e richiami, contro compagini più bisognose di punti. Nell'ultimo turno la Juventus, che pure aveva strappato il terzo posto all'Ambrosiana, si lasciò infilzare pesantemente dal rinvigorito Vicenza, e allo stesso modo gli uomini di Ferrari caddero di fronte al Venezia, il quale a sua volta due settimane prima aveva potuto rientrare in corsa per la salvezza espugnando Bologna. I lagunari raggiunsero così Bari e Triestina agli spareggi, mentre il Liguria, autore di un disastroso girone di ritorno, si era assestato sul fondo. Fu il Bari a finire tra i "cadetti"; le retrocessioni furono comunque solamente virtuali, visto che vennero annullate alla ripresa del girone unico, nel 1946.

Dopo il sesto posto dell’anno precedente e mentre la guerra avanza velocemente verso i nostri confini, la Juventus affronta un campionato anomalo in cui la Roma Campione d’Italia conferma di essere stata un fuoco di paglia, finendo la stagione in zona retrocessione, lasciando spazio a una coppia di compagini quasi del tutto inaspettate: Torino e Livorno. I cugini degli juventini si battono coi toscani fino all’ultima giornata e vengono aiutati a conquistare il titolo proprio dalla Juve che sconfigge sia all’andata che al ritorno i livornesi. Gli undici bianconeri si arricchiscono con l’arrivo in panchina dell’ex giocatore Felice Borel e con l’acquisto dall’Ambrosiana Inter di Peppino Meazza che, seppure a fine carriera, gioca una stagione eccellente segnando 10 gol. Anche grazie a lui, l’attacco finalmente torna a fare sfraceli, realizzando ben 75 gol, miglior attacco del campionato, grazie all’esplosione di Sentimenti III che oltre a essere il capocannoniere della squadra, gioca anche una partita in porta subendo soltanto un gol. Alla fine sarà un terzo posto solitario, impreziosito da un eccellente girone di andata chiuso con 20 punti, uno solo in meno della coppia Torino-Livorno, prima che la guerra oscuri tutto.


Pos.
Squadra
Pt
G
V
N
P
GF
GS
1.
Torino
44
30
20
4
6
68
31
2.
Livorno
43
30
18
7
5
52
34
3.
Juventus
37
30
16
5
9
75
55
4.
Ambrosiana
34
30
15
4
11
53
38
5.
Genova 1893
33
30
14
5
11
59
53

Data
Incontro
Ris
04/10/1942
Juventus - Milano
1 - 1
11/10/1942
Venezia - Juventus
1 - 1
18/10/1942
Juventus - Torino
2 - 5
25/10/1942
Liguria - Juventus
1 - 0
01/11/1942
Juventus - Atalanta
5 - 1
08/11/1942
Lazio - Juventus
5 - 3
15/11/1942
Juventus - Bologna
3 - 1
22/11/1942
Bari - Juventus
2 - 3
29/11/1942
Juventus - Ambrosiana Inter
4 - 2
06/12/1942
Livorno - Juventus
0 - 3
13/12/1942
Triestina - Juventus
1 - 1
20/12/1942
Juventus - Genova
3 - 2
27/12/1942
Roma - Juventus
1 - 2
03/01/1943
Juventus - Fiorentina
5 - 2
10/01/1943
Vicenza - Juventus
0 - 0
17/01/1943
Milano - Juventus
2 - 0
24/01/1943
Juventus - Venezia
5 - 2
31/01/1943
Torino - Juventus
2 - 0
07/02/1943
Juventus - Liguria
4 - 1
14/02/1943
Atalanta - Juventus
0 - 2
21/02/1943
Juventus - Lazio
2 - 4
28/02/1943
Bologna - Juventus
2 - 2
07/03/1943
Juventus - Bari
5 - 0
14/03/1943
Ambrosiana Inter - Juventus
3 - 1
21/03/1943
Juventus - Livorno
3 - 0
28/03/1943
Juventus - Triestina
6 - 2
04/04/1943
Genova - Juventus
1 - 2
11/04/1943
Juventus - Roma
1 - 2
18/04/1943
Fiorentina - Juventus
3 - 4
25/04/1943
Juventus - Vicenza
2 - 6

1943-1944
Questo campionato si disputò durante la seconda guerra mondiale e non è stato riconosciuto dalla FIGC fino al 2002, sebbene lo scudetto dello Spezia sia considerato una decorazione. Come detto prima, il vincitore fu lo Spezia, che all'epoca si chiamava 42º Corpo dei Vigili del Fuoco della Spezia (VV.F. Spezia - Spezia Vigili del Fuoco); poiché la maggior parte dei suoi giocatori furono richiamati, il presidente della società dovette chiedere ai locali vigili del fuoco di giocare per la squadra. Il Campionato Alta Italia fu l'unico campionato organizzato su base regionale, oltre a quello di Centro e Sud Italia. L'idea era di organizzare una finale nazionale, ma gli eventi sulla Linea Gotica la impedirono. Con l'Italia divisa in due parti dal fronte di guerra, la parte settentrionale controllata dalla Repubblica Sociale e la parte meridionale controllata dalle truppe alleate, venne meno anche l’unità della Federazione calcistica. A Milano, l’avvocato Mauro ed il dott. Baldo ressero una reggenza provvisoria fino all'8 settembre, con sede in Viale Tunisia, riuscendo a malapena ad abbozzare il programma della nuova stagione sportiva cancellando quanto preparato dal Marchese Ridolfi che aveva previsto un campionato misto A-B-C a carattere interregionale impostato su 3 gironi di 12 squadre. Il nuovo Commissario del CONI Ettore Rossi, nominato dalla Repubblica Sociale, si autonominò Reggente della F.I.G.C. e organizzò il Campionato Alta Italia del 1943-44, reggendolo fino al marzo 1944, quando il CONI nominò Ferdinando Pozzani quale nuovo Presidente. Nel Sud la situazione fu invece diversa: la Reggenza fu attribuita da Ottorino Barassi a Fulvio Bernardini che si avvalse di Savarese, Zauli, Ventura e Malvicini, rimasti legati agli ambienti del CONI, e vennero disputati dei tornei a carattere regionale: la parte riguardante il settore pugliese venne vinta dal Conversano, mentre la Lazio si impose nella zona di Roma. Per quanto concerne il Campionato dell’Alta Italia, il torneo non poteva essere organizzato con le regole del campionato nazionale precedente - quello del 1942-43 vinto dal Torino - perché l'altra gestione (quella dell'avvocato Mauro) aveva diviso tutto in gironi regionali gestiti dai Direttori di Zona inquadrati complessivamente in tre fasi regionali le cui vincitrici avrebbero disputato le finali per l'assegnazione del titolo di Campione del Nord Italia. Il clima caotico dell'epoca si riflesse poi anche sui tesseramenti dei giocatori che, in ottemperanza di una risoluzione emessa dalla Federazione ad inizio settembre del 1943, erano stati sospesi fino a data da destinarsi: i calciatori furono sì liberi di andare a giocare dove avessero voluto, soprattutto se giustificati dall'arruolamento in corpi militari più o meno operativi fermo restando l'obbligo di ritornare alla propria società d'origine alla fine della guerra. [1] Ma così non fu per tutti perché, in mancanza dell'autorizzazione da parte della società a cui erano vincolati nella stagione 1942-1943, non avrebbero potuto mai giocare in nessuna squadra. In finale giunsero Venezia, Torino ed i Vigili del Fuoco della Spezia. I veneti non erano più l’ottima squadra capace di conquistare il terzo posto nel campionato di due anni prima; il Torino, invece, era il “Grande Torino”, campione d’Italia in carica, destinato a conquistare altri quattro scudetti al termine della guerra, prima della tragedia di Superga. La vera sorpresa era comunque costituita dalla squadra dei Vigili del Fuoco della Spezia. Questa compagine era nata dai resti dello Spezia Calcio, in grave crisi a livello dirigenziale: il presidente Perioli era stato catturato ed inviato nei campi di concentramento in Germania; Semorile, l’unico rimasto, decise di contattare il comandante dei Vigili del Fuoco cittadini, l’ing. Gandino, per allestire una squadra in grado di affrontare il Campionato Alta Italia. L’accordo venne presto raggiunto (in quel drammatico periodo anche la Juventus si era trasformata in Juventus Cisitalia ed il Torino in A.C. Torino FIAT), sotto l’impegno scritto di restituire tutti i giocatori allo Spezia al termine del conflitto, e costituì un ottimo stratagemma per sottrarre i calciatori agli obblighi del servizio militare. Le partite finali vennero disputate all’Arena di Milano, quasi sempre semideserta per il timore di possibili rastrellamenti da parte dei tedeschi. Il 9 luglio 1944 si disputò la prima partita che si concluse con il pareggio tra Spezia e Venezia per 1-1, risultato che sembrava spianare la strada al Torino per la riconquista del titolo. Solo una settimana dopo, il 16 luglio, lo Spezia batteva invece per 2-1 i favoritissimi Granata sovvertendo qualsiasi pronostico. Il 20 luglio, infine, il Torino travolgeva il Venezia per 5-2 decretando la vittoria dei Vigili del Fuoco.


[1] : Dopo la conclusione dell’ultimo campionato di Serie A e i bombardamenti che divisero l’Italia in due, nel nord del nostro Paese si riuscì ugualmente a organizzare un campionato, denominato appunto “Campionato di Guerra”. Con 10 partecipanti e 34 partite in tutto, alcune compagini, tra cui proprio la Juventus, dovettero adottare un nome nuovo: i bianconeri divennero Juventus Cisitalia, mentre il Torino si rifugiò nel marchio Fiat divenendo appunto Torino Fiat. Anche alcuni calciatori si ritrovarono a giocare in squadre diverse da quelle in cui avevano militato fino a prima della Guerra, come nel caso del centravanti laziale Piola che, tornato al nord per riunirsi alla famiglia, si ritrovò a giocare nel Torino (segnando 31 gol), per poi sbarcare proprio alla Juve una volta terminati i combattimenti. Il Campionato che si disputò fu del tutto anomalo (e infatti non riconosciuto dalla Lega): dopo un girone eliminatorio piuttosto in sordina, i bianconeri si batterono con orgoglio contro i cugini granata nel girone semifinale, portandogli via tre punti su quattro, per poi venire eliminata dalla finale per un punto. La partita conclusiva vide in lotta i Vigili del Fuoco di La Spezia, il Torino e il Venezia, con la vittoria dei primi. Fra la fine del 1944 e la primavera del 1945 l’attività calcistica cessa del tutto, non prima però di un paio di derby tra Juventus e Torino che videro in una delle due occasioni i tifosi spararsi addosso.


Campionato di Guerra 1944

Eliminatorie Alta Italia: Girone Piemontese-Ligure

16/01/1944
Alessandria - Juventus
2 - 2

23/01/1944
Juventus - Genova
3 - 1

30/01/1944
Novara - Juventus
1 - 2

06/02/1944
Juventus - Biellese
3 - 2

13/02/1944
Torino - Juventus
5 - 0

20/02/1944
Juventus - Liguria
4 - 3

27/02/1944
Cuneo - Juventus
0 - 2

05/03/1944
Juventus - Casale
5 - 1

12/03/1944
Asti - Juventus
0 - 2

19/03/1944
Juventus - Alessandria
4 - 0

26/03/1944
Genova - Juventus
2 - 0

02/04/1944
Juventus - Novara
2 - 0

09/04/1944
Biellese - Juventus
1 - 2

16/04/1944
Juventus - Torino
0 - 0

23/04/1944
Liguria - Juventus
4 - 3

30/04/1944
Juventus - Cuneo
6 - 1

07/05/1944
Casale - Juventus
0 - 2
14/05/1944
Juventus - Asti
2 - 2


Girone Semifinale

21/05/1944
Juventus - Torino
3 - 1

28/05/1944
Ambrosiana Inter - Juventus
2 - 1

04/06/1944
Varese - Juventus
2 - 1

11/06/1944
Juventus - Ambrosiana Inter
1 - 0

18/06/1944
Torino - Juventus
3 - 3

25/06/1944
Juventus - Varese
6 - 1



Pos.
Squadra
Pt
G
V
N
P
GF
GS
1.
(A) Torino FIAT
34
18
16
2
0
78
19
2.
(A) Juventus Cisitalia
27
18
12
3
3
44
25
3.
(C) Biellese
24
18
12
0
6
44
32
4.
(B) Liguria
23
18
10
3
5
40
25
5.
(A) Genova 1893
20
18
9
2
7
34
31
6.
(B) Novara
17
18
8
1
9
28
33
7.
(C) Asti
13
18
5
3
10
21
36
8.
(C) Casale
10
18
4
2
12
20
37
9.
(B) Alessandria
10
18
4
2
12
13
46
10.
(C) Cuneo
2
18
1
0
17
8
46

Tra parentesi il girone di provenienza



Gruppo A (Piemonte e Lombardia)

1.
Torino FIAT
8
2.
Juventus Cisitalia
7
3.
Ambrosiana-Inter
6
4.
Varese
3

1945-1946
Cessato il secondo conflitto mondiale il calcio ripartì ufficialmente, ma il primo Campionato del dopo guerra, per la prima e unica volta dal 1929-30 non fu a girone unico. Il Campionato Alta Italia 1945-46, il correlato Campionato Misto Bassa Italia 1945-46, e il girone finale nazionale, furono i tornei che costituirono la complessa organizzazione del 44esimo campionato di calcio italiano. Dopo la fine della Seconda guerra mondiale l'Italia si ritrovò in macerie e spezzata in due. Gli accaniti combattimenti lungo la Linea Gotica dell'inverno 1945 avevano gravemente compromesso, se non distrutto, le linee di comunicazione sull'Appennino, rendendo assai difficoltosi gli spostamenti fra la Pianura Padana e la Penisola Italiana. In queste condizioni, la Federazione decise di far ripartire il campionato di calcio con una formula particolare. Invero, la stessa FIGC che per motivi contingenti non poteva ritornare al girone unico dell'anteguerra, dovette creare due distinti organismi che furono eletti in due diverse assemblee: una diretta da Ottorino Barassi a Roma il 10 luglio, e una presieduta da Giovanni Mauro a Novara il 31 luglio. Nel Nord del paese fu costituita la Lega Nazionale Alta Italia che gestì il campionato dell'Alta Italia che si poneva in continuità con quello prebellico di Serie A, essendovi ammesse tutte le società che avrebbero avuto titolo a partecipare alla massima serie della soppressa stagione 1943-44. Una citazione a parte va però fatta per la Sampierdarenese e l'Andrea Doria, che tornavano a disputare separatamente la massima serie dopo la forzata fusione del 1927 voluta dai fascisti: appena conclusa la guerra e caduto il regime, una speciale Commissione voluta dalla FIGC prese a riesaminare tutte le imposizioni volute nei vent'anni della dittatura, ed individuò un'ingiustizia nella nascita dell'allora Dominante, poi Liguria, poiché si trattò null'altro che della soppressione della quotata Andrea Doria a tutto vantaggio di una Sampierdarenese il cui unico privilegio era quello di rappresentare la località dove si era formato il secondo Fascio più antico d'Italia dopo quello di Milano. Fu così che la Federazione accolse il reclamo degli ormai invecchiati ex dirigenti della Doria - alcuni dei quali nel corso degli Anni Trenta avevano tentato di ricostruire, senza molto successo, la società in Serie C - riammettendoli d'ufficio nella massima serie, come peraltro fece per i residui soci del Liguria, che ripresero il nome di Sampierdarenese. Nel Meridione la situazione era ancora più complessa, non essendoci ivi sufficienti società - solo quattro più il Bari formalmente retrocesso - aventi titolo alla disputa della massima serie. La soluzione fu trovata costituendo la Lega Nazionale Centro-Sud che gestì il campionato Misto di Serie A e B del Centro-Sud fra le squadre di Serie A e quelle di Serie B: accettarono l'invito l'Anconitana, il Napoli, il Palermo, il Pescara, la Salernitana e il Siena, per un totale di undici formazioni, un numero dispari poiché il ritiro del Pisa per mancanza di fondi ed indisponibilità dello stadio bombardato, e il fallimento della M.A.T.E.R. Roma, lasciarono il torneo zoppo. Solo alla conclusione dei due raggruppamenti le prime quattro classificate di ogni campionato si sarebbero qualificate al girone finale nazionale che avrebbe determinato la vincitrice dello scudetto, con una formula che ricordava un poco quella dei campionati precedenti il 1926.
Per questo complesso meccanismo il campionato 1945-46, pur comparendo regolarmente negli albi d'oro, non è assimilato a quelli di Serie A e non compare nelle relative statistiche.


Campionato Divisione Nazionale 1945/46

Eliminatorie: Girone Alta Italia


14/10/1945
Juventus - Torino
2 - 1


21/10/1945
Milan - Juventus
1 - 1


28/10/1945
Juventus - Modena
1 - 0


04/11/1945
Atalanta - Juventus
1 - 1


18/11/1945
Inter - Juventus
2 - 2


25/11/1945
Juventus - Genoa
4 - 1


02/12/1945
Andrea Doria - Juventus
1 - 1


09/12/1945
Juventus - Triestina
1 - 1


16/12/1945
Venezia - Juventus
0 - 2


23/12/1945
Juventus - Brescia
3 - 1


30/12/1945
Sampierdarenese - Juventus
2 - 2


06/01/1946
Juventus - Bologna
1 - 0


13/01/1946
Juventus - Vicenza
2 - 1


30/01/1946
Juventus - Milan
2 - 2


03/02/1946
Modena - Juventus
0 - 0


10/02/1946
Juventus - Atalanta
2 - 0


17/02/1946
Juventus - Inter
0 - 0


24/02/1946
Genoa - Juventus
2 - 1


03/03/1946
Juventus - Andrea Doria
6 - 1


10/03/1946
Triestina - Juventus
0 - 3


17/03/1946
Juventus - Venezia
5 - 0


19/03/1946
Torino - Juventus
1 - 0

24/03/1946
Brescia - Juventus
2 - 1


31/03/1946
Juventus - Sampierdarenese
6 - 0


07/04/1946
Bologna - Juventus
2 - 1


14/04/1946
Vicenza - Juventus
1 - 2



Classifica campionato alta Italia

Pos.
Squadra
Pt
G
V
N
P
GF
GS
DR
1.
Torino
42
26
19
4
3
65
18
+47
2.
Inter
39
26
17
5
4
52
21
+31
3.
Juventus
35
26
13
9
4
52
23
+29
4.
Milan
30
26
12
6
8
38
36
+2
5.
Brescia
30
26
12
6
8
38
33
+5
6.
Modena
26
26
8
10
8
24
22
+2
6.
Bologna
26
26
11
4
11
30
33
-3
8.
Triestina
23
26
8
7
11
23
32
-9
9.
Atalanta
21
26
7
7
12
21
28
-7
9.
Andrea Doria
21
26
7
7
12
25
35
-10
11.
Vicenza
20
26
8
4
14
28
38
-10
12.
Genoa
19
26
6
7
13
21
46
-25
13.
Venezia
17
26
4
9
13
19
37
-18
14.
Sampierdarenese
15
26
5
5
16
19
53
-32



Girone Finale


28/04/1946
Juventus - Bari
6 - 1


05/05/1946
Inter - Juventus
1 - 0


12/05/1946
Juventus - Pro Livorno
5 - 1


19/05/1946
Roma - Juventus
0 - 0


26/05/1946
Milan - Juventus
1 - 1


30/05/1946
Juventus - Torino
1 - 0


09/06/1946
Juventus - Napoli
6 - 0


16/06/1946
Bari - Juventus
0 - 2

23/06/1946
Juventus - Inter
1 - 0


30/06/1946
Pro Livorno - Juventus
0 - 3


07/07/1946
Juventus - Roma
2 - 1


14/07/1946
Juventus - Milan
3 - 1


21/07/1946
Torino - Juventus
1 - 0


28/07/1946
Napoli - Juventus
1 - 1


Classifica finale

Pos.
Squadra
Pt
G
V
N
P
GF
GS
DR
1.
Torino
22
14
11
0
3
43
14
+29
2.
Juventus
21
14
9
3
2
31
8
+23
3.
Milan
16
14
7
2
5
25
16
+9
4.
Inter
14
14
6
2
6
20
16
+4
5.
Napoli
13
14
5
3
6
19
27
-8
6.
Roma
11
14
4
3
7
16
22
-6
7.
Pro Livorno
10
14
4
2
8
13
35
-22
8.
Bari
5
14
1
3
10
6
35
-29



Una rinuncia, una prova del nostro stile agli ignoranti che ci calunniano :
La Juventus nel Campionato 1945/1946 rinuncio' volontariamente alla possibilita' di giocarsi il titolo in uno spareggio. Scrive Caminiti in Juventus 70: eppure la Juventus avrebbe potuto vincere anche a Napoli e si sarebbe giocato uno spareggio tra Torino e Juventus. Quelli napoletani erano pronti ad accettare un premio partita dalla Juventus. La Juventus rifiuto'. Era il primo Campionato del dopoguerra e fu giocato con 2 gironi, alta Italia e centro-sud. Furono ben quattro i derbies nel campionato con un bilancio di perfetta parita': 2 vittorie per parte. All'ultima giornata il Torino che giocava in casa contro la Pro Livorno vinse 9-1. Era in testa alla classifica con 2 punti in più dei bianconeri che dovevano giocare a Napoli. Prima di questa partita, un noto nazionale, allora del Napoli e amico di vari giocatori juventini, si presento' all'albergo che ospitava la Juve a Sorrento, e dopo aver descritta la precaria situazione economica sua e dei suoi compagni offri' la vittoria per una cifra assai modesta anche per quei tempi: 200.000 lire. I dirigenti accompagnatori della Juventus, d'accordo con allenatore e giocatori, rifiutarono e l'incontro termino' 1-1 sancendo la vittoria del Torino.

Parafrasando Enrico Craveri : Vincere non sempre è possibile, giocare con lealtà si. E' il nostro stile.

La guerra è finita e con essa molte cose dell’Italia di Mussolini: adesso c’è la Repubblica, le città in fase di ricostruzione, un sentimento di voglia di riscatto che il calcio fa immediatamente suo inaugurando un nuovo campionato che, seppure tra mille difficoltà dovute per lo più alle problematiche comunicazione tra nord e sud del Paese, riprende grazie a due tornei paralleli: quello dell’Alta Italia (a 14 squadre) e quello  del Centro-Sud (a 11 squadre), con le prime quattro ammesse al girone finale. La Juventus, naturalmente, fa parte del primo insieme a squadre come il Torino, il Genoa che riconquista il suo nome originario così come il Milan e l’Internazionale. L’ex stadio “Benito Mussolini” diventa semplicemente “Comunale”.  La Juve parte bene, vincendo il primo derby della stagione, grazie a un gol di Piola su calcio di rigore. Un duello, quello col Torino, che si ripresenta anche nella fase finale, in un testa a testa ad alta tensione che vede i granati spuntarla sulla Juve proprio all’ultima giornata con i bianconeri fermati sull’1-1 a Napoli e i cugini vittoriosi contro la Pro Livorno. La Juventus rinuncio' volontariamente alla possibilita' di giocarsi il titolo in uno spareggio, avrebbe potuto vincere anche a Napoli, i napoletani erano pronti ad accettare un premio partita dalla Juventus. La Juventus rifiutò. Il Torino ha vinto, complimenti ai cugini, a volte si vince a volte si perde, l’importante è sempre lottare con lealtà accettando il verdetto del campo, come disse Craveri. Siamo fieri di vincere alla grande e di perdere con onore, la Juventus è così, esemplare sia nelle vittorie sia nelle sconfitte.


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